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La storia dei precedenti tra il Catania e la Cavese ha inizio nell’ultimo giorno di aprile del 1978: la squadra rossazzurra riesce a sbrigare la difficile pratica contro la squadra bianco blu allenata da Corrado Viciani, famoso mentore del “gioco corto”, grazie ad un gol di Emilio Frigerio che mette in rete una punizione battuta da Fusaro e deviata da Malaman.

A maggio 1979, il Catania in piena corsa promozione affronta la compagine campana chiudendo il primo tempo in svantaggio per un gol di Moscon che beffa un Muraro alquanto disattento. Nel secondo tempo mister Viciani sostituisce il portiere Cafaro con Vannoli per scelta tecnica e il Catania pareggia subito il conto con Giovanni Bertini, che su calcio d’angolo battuto da Rappa scaraventa di testa alle spalle del neo entrato. Al 17′ viene espulso Burla che rincorre Labrocca e trattenendolo per la maglia lo manda a terra, mentre al 28′ tocca a Gigi Chiavaro per una brutta trattenuta su De Biase. Infine al 31′ su un tiro diagonale basso ma ben assestato da Labrocca, il portiere cavese non trattiene e la respinta corta finisce sui piedi dell’accorrente Labellarte che insacca: 2-1. Mancano quattro turni alla fine del torneo (tra cui i due scontri diretti con Matera e Pisa) e il Catania può sperare. Ahinoi, invano.

Smaltita la delusione per la mancata promozione, il 30 settembre 1979 riprende il campionato con i rossazzurri di scena al Cibali nella prima giornata proprio contro la Cavese. La squadra di mister Rambone passa in vantaggio al quarto d’ora con Damiano Morra che corregge in rete una punizione di Barlassina, ma viene raggiunta appena sette minuti dopo, quando su un cross di Grassi irrompe di forza Enrico Viciani, il mediano figlio del mister biancoblu (e all’esordio in prima squadra), ma il pallone è sporcato dalla deviazione di “Baffo” Bertini che inganna Dal Poggetto e finisce in rete. Aspre le critiche a fine gara al neoallenatore rossazzurro per aver schierato una difesa imbarazzante, sopratutto negli interpreti Leccese e Tarallo, pupilli del tecnico napoletano che ha portato con sé da Pagani.

Il Catania riesce al termine del torneo a centrare la tanto sospirata promozione e mancata per due volte sul filo del traguardo, pertanto il match coi cavesi si ripresenta soltanto nel 1982, allorchè la Cavese approda tra i cadetti. Il 6 giugno di quell’anno il Catania batte la Cavese tornando a vincere al Cibali dopo quattro mesi di astinenza e segnando per la prima volta nella stagione 4 reti. La squadra, in aperta polemica coi tifosi, rientra a fine partita negli spogliatoi senza salutarli, con la convinzione di aver chiuso il discorso salvezza, mentre le radioline dicono che la permanenza in B non è ancora certa (lo stesso Mazzetti negli spogliatoi fa intendere che la sua avventura rossazzurra è al capolinea, ma auspica di ottenere i due punti a tavolino dal giudice sportivo per il noto ferimento di Miele nel derby della Favorita). Le reti che travolgono i campani sono messe a segno da Vella, Crialesi (doppietta) e Cantarutti, di De Tommasi la rete cavese.

Il campionato che segue vede invece un Cibali festoso e gremito in ogni ordine di posto. Il Catania deve fare a meno del suo centravanti boa Cantarutti, rimpiazzato da Barozzi, e deve faticare contro le raffiche di vento che rendono difficilissimo il controllo della palla. Prima Mastalli e poi proprio Barozzi (ex di turno ed alla prima rete con la maglia rossazzurra) piegano il team allenato da Pietro Santin, agganciando il terzo posto in classifica.

Catania e Cavese si ritrovano di fronte per la Coppa Italia nella stagione 1986-87. La Cavese di mister Mammì è costretta a schierare tutti elementi della primavera perché, dopo la retrocessione in C2 per illecito sportivo, tutti i vecchi titolari sono stati ceduti o finiti in prestito ad altre società.
È il 7 settembre e in un Cibali semi deserto (appena un migliaio di spettatori) nella pochezza del gioco e degli interpreti in campo si erge ad eroe occasionale Rocco Frazzetto, che aggirando tutta la difesa avversaria si inserisce verso il fondo, riesce ad attirare su di sé lo stopper, mentre col tacco scodella a Mandressi un pallone d’oro, il quale indisturbato può battere facilmente il portiere Attanasio. Ci pensa poi Braglia a mettere fine alle ostilità col definitivo 2-0 su calcio di punizione.

Per rivedere di scena sotto l’Etna l’avversario campano, bisogna attendere il torneo 1997-98. Il Catania allenato da Gagliardi ha la meglio sugli ospiti per 4-1 con un eurogol di Davide Pellegrini che salta mezza difesa avversaria infilando il portiere Lucenti (sarà la sua prima e unica rete in rossazzurro). La rete di Piperissa e la doppietta di Lugnan rimpinguano il risultato, mentre in pieno recupero arriva il gol della bandiera cavese ad opera di Ambrosi.

Il 4 ottobre 1998, il Catania di Pierino Cucchi getta alle ortiche un facile successo: Passiatore si fa parare un rigore dal portiere Siringo, salvo poi segnare allo scadere del primo tempo. L’arbitro Trefoloni di Siena assegna un secondo rigore ai rossazzurri: stavolta è Pietro Tarantino a fallire dal dischetto, con un tiro telefonato che l’estremo difensore cavese para senza problemi. Si arriva così a sei minuti dal termine quando Ria punisce un Catania sprecone, costringendolo sul risultato di 1-1.

La Cavese si ripresenta sul terreno del Massimino dopo ben 20 anni. Siamo in pieno clima natalizio (è il 23 dicembre 2018) e chi vi scrive siede per l’occasione in Tribuna A accanto all’amico Emanuele Rizzo. Rossazzurri in vantaggio con Manneh nel primo tempo. Nella ripresa raddoppio di Lodi su rigore, poi eurogol di Marotta che manda in visibilio gli spettatori presenti (compreso il sottoscritto), ancora Manneh e infine Calapai fissano il risultato finale sul punteggio di 5-0 per gli uomini di Sottil.

Lo scorso anno, infine, altro successo “rotondo” per i rossazzurri: il 26 settembre 2019 finisce 4-0. Protagonista assoluto è Ciccio Lodi: vantaggio nel primo tempo con una sua splendida punizione (forse una delle più belle della sua carriera); raddoppio di Matteo Di Piazza imbeccato splendidamente dallo stesso numero 10. Nel secondo tempo, il cavese De Rosa spreca un rigore calciandolo sul palo (con la regia di Eleven Sports che “buca” clamorosamente il momento). La chiude un’autorete di Marzorati al 90′, poi ancora Lodi su punizione all’ultimo minuto di recupero sigla quella che è la sua 50a rete in rossazzurro.

 

TUTTI I PRECEDENTI:
1977-78: Catania-Pro Cavese 1-0 (Serie C)
1978-79: Catania-Pro Cavese 2-1 (Serie C1)
1979-80: Catania-Cavese 1-1 (Serie C1)
1981-82: Catania-Cavese 4-1 (Serie B)
1982-83: Catania-Cavese 2-0 (Serie B)
1986-87: Catania-Cavese 2-0 (Coppa Italia)
1997-98: Catania-Cavese 4-1 (Serie C2)
1998-99: Catania-Cavese 1-1 (Serie C2)
2018-19: Catania-Cavese 5-0 (Serie C)
2019-20: Catania-Cavese 4-0 (Serie C)

Nella foto in alto, tratta dal sito ufficiale della Cavese, un contrasto tra Marotta e Bruno il 23 dicembre 2018.

Articolo aggiornato il 4 dicembre 2020.

 

 

Nato in una domenica da trasferta quando Luvanor riuscì a segnare in quel di Pisa, è un collezionista di materiale calcistico in particolar modo rossazzurro. Gregario di “Quelli del '46”, ama raccontare aneddoti curiosi che riguardano la storia del Catania.