Quando nel ’43 le bombe fermarono la corsa del Catania verso la B

Quando nel ’43 le bombe fermarono la corsa del Catania verso la B

In questi giorni, la crisi Coronavirus sta letteralmente bloccando l’Italia. La questione della sospensione e interruzione anticipata dei campionati è uno dei temi caldi del momento. Al di là dei facili disaccordi circa l’opportunità di parlare di palloni che rotolano in questo delicatissimo contesto, la situazione ha dei risvolti agonistici ed economici di non poco conto.

La Serie A interrotta per cause di forza maggiore non accadeva dal 1915, quando al Genoa fu assegnato un discutibile scudetto, senza disputare la finale con la Lazio (che ancora oggi rivendica il titolo ex-equo). Eppure non bisogna dimenticare quanto accadde durante il secondo conflitto mondiale in Sicilia: nel 1943, infatti, i campionati furono formalmente terminati, ma senza alcune squadre dell’estremo sud.

Tra queste mancava proprio l’Associazione Fascista Calcio Catania, che interruppe sul più bello una gloriosa cavalcata verso la possibile promozione in Serie B. Gli uomini di Berardo Frisoni, infatti, avevano concluso il girone N di Serie C con uno score clamoroso: 15 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta (più una partita non disputata, contro il Siderno, rimasta nulla).

Ben 31 punti in totale, su 34 disponibili. I rossazzurri, trascinati dall’attaccante Marco Romano, autore di ben 26 reti, furono ammessi al girone finale con Varese, Salernitana, Borzacchini Terni, Biellese e Forlì. Dieci gare per decretare la promozione in B. Sarebbe stata una grande conquista per gli etnei, che mancavano dalla cadetteria da tre stagioni.

Peccato che il Catania di queste partite ne abbia disputata solo una, quella sul campo della Borzacchini Terni terminata 1-1. L’imminente arrivo delle bombe segnò l’inevitabile fine dello sport in città: la partita con il Forlì dell’11 aprile fu rinviata e pochi giorni dopo (il 15 e 16 aprile) la città fu colpita da ingenti bombardamenti che provocano ben 158 vittime e molti danni. Altre bombe caddero l’11 maggio ed altre ancora a giugno, portando via altre 326 persone.

L’interesse verso il calcio svanì: il Catania non fu più in grado di prendere parte al campionato e venne escluso “per cause di forza maggiore” (così come il Palermo in Serie B). La Federazione comunicò che avrebbe tenuto presente “la posizione delle due società siciliane in vista della definita sistemazione dei campionati nazionali nell’immediato dopoguerra”.

Ma il peggio era alle porte: il 9 luglio 1943 prese il via l’Operazione “Husky”, con lo sbarco degli Alleati in Sicilia, dando il la alla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista.

Catania Sbarco Alleati

L’AFC Catania scomparve e, a differenza delle altre grandi società, sarebbe rinata solo dopo il conflitto mondiale con un nuovo nome (Club Calcio Catania) ed nuova matricola (11700), seppur con una continuità di colori e dirigenti.

La Serie B sarebbe stata riconquistata solo nel 1949…

 

In copertina, una foto tratta da “Tutto il Catania minuto per minuto”. Originariamente inserita nella stagione 1942/43, essa si riferisce in realtà – come scoperto di recente dal nostro Sergio Capizzi – alla US Catanese 1944/45. Non si conoscono, ad oggi, immagini del Catania 1942/43, ma molti dei giocatori sono comunque immortalati in questa foto, visto che nella Catanese confluirono gran parte degli ex rossazzurri durante il conflitto bellico.