Bari-Catania: i precedenti

Bari-Catania: i precedenti

Galletti ed elefanti tornano ad incrociare i loro stendardi al San Nicola dopo 5 anni: la scorsa stagione di Serie C il match in casa dei pugliesi saltò per un pelo causa sopraggiungere della fase acuta della pandemia da Covid-19 che interruppe il campionato ad una manciata di giorni dalla disputa della partita. Sono dunque 27 i precedenti fin qui censiti, riviviamoli andando soprattutto a pescare storie di personaggi particolari rimasti nell’ombra o finiti in un immancabile oblio.

 

Poco prima della guerra

Il “battesimo” di questa classica del Sud risale addirittura a circa 6 mesi prima dell’entrata in guerra dell’Italia di Mussolini: il giorno di Natale 1939, in occasione dei sedicesimi di Coppa Italia, il Bari si impone con con un secco 2-0 (doppietta di Dugini tra 57° e 70°) su un Catania che cinque giorni dopo chiude l’anno in campionato beccandone 7 a Livorno. Invero la squadra etnea allenata da György Horth è in crisi nera languendo nei bassifondi della serie cadetta. Insomma una vera… Nebbia tecnico-tattica volendo ironizzare sul numero 3 rossazzurro quel giorno sceso in campo a Bari.

 

Gli anni ’50 con Spiko e Guido

Esattamente undici anni più tardi, la vigilia di Natale 1950, la musica è cambiata in casa Catania e i rossazzurri in Serie B allenati da Lajos Politzer in soli 6 minuti riescono a raddrizzare l’iniziale 2-0 barese (Fabjan 30° e Sabbatini 50°) grazie ai gol di Gavazzi (70°) e Silvano Toncelli (76°), per il 2-2 finale.

Il vero miracolo avviene il 29 gennaio ’56, ultima d’andata. I biancorossi si portano sull’1-0 con Bertoni poco oltre il quarto d’ora ma nel secondo tempo si scatenano i panzer etnei Spikovski e Klein: Karl Heinz sfonda al 47°, Guido firma il sorpasso al 60° e ancora Karl Heinz otto minuti dopo rifinisce il doppio vantaggio. Nel finale un rigore barese di Baccalini non evita il primissimo successo etneo in terra pugliese, 2-3.

 

Gli anni ’60 di Bruno Cicogna

Il 7 maggio ’61 si disputa il primo confronto in massima serie tra Catania e Bari in casa biancorossa. Vince il club rossazzurro 0-1 con rete di Caceffo al 64°. Il Bari retrocede mentre Prenna e compagni finalmente guadagnano la permanenza in A dopo un torneo leggendario che li vede chiudere in ottava posizione.

Questi sono gli anni di un personaggio singolare che per un decennio ha vestito la maglia biancorossa del Bari: Bruno Cicogna, ala sinistra nato a Venezia nel 1937 e scomparso nella città natale nel 2014. Cicogna era in campo in occasione di quello 0-1 del ’61. Gioca anche, irremovibile titolare, nello 0-0 della A ’63/64 e nei due confronti della stagione ’67/68: prima in un turbolento 3-2 estivo di Coppa Italia finito ai supplementari (ne abbiamo parlato in un precedente articolo sul Catania in Coppa Italia maggiore) e infine nell’1-0 di campionato in B.

Cicogna (e la sua figurina Panini) è famoso per un tormentone creato dalla Gialappa’s Band (al secolo Carlo Taranto, Giorgio Gherarducci e Marco Santin) tra fine anni ’80 e inizi ’90 nelle prime edizioni di Mai dire gol: tra vari filmati demenziali di lisci calcistici o di interviste strampalate veniva mostrata la figurina dell’ala barese e Cicogna venne ribattezzato “il padre di tutti noi” ironizzando sul cognome. Successivamente questo epiteto venne indirizzato sull’allenatore genoano “tutto pesto e focaccia” Claudio Maselli e purtroppo Cicogna ricadde nell’oblìo.

 

Gli anni ’70: i 40.000 del Delle Vittorie

Anche se il Catania riesce a violare di nuovo Bari in Serie B in data 14 ottobre 1973 grazie ad una rete del bomber Spagnolo al 45° spaccato, il precedente più famoso del decennio ’70 è certamente quello di Serie C ’74/75 il 17 novembre ’74, decima giornata. Nonostante due squadre entrambe neoretrocesse, il Delle Vittorie fa registrare il tutto esaurito con oltre 40.000 paganti. Nell’Italia oppressa dalle paure dell’austerity, il calcio è un rifugio irrinunciabile per milioni di appassionati affamati di partite viste rigorosamente dal vivo. Termina 0-0, il Catania di Rubino può proseguire imbattuto la sua marcia promozione. Ma c’è da lottare fino alla fine.

 

Gli anni ’80: giovanili baresi targate Caricola

Senza girarci troppo attorno, il precedente in assoluto più “pop” della storia dei Bari-Catania è per distacco il glorioso 1-4 datato 14 dicembre ’80, 14a giornata di B. Il torneo ’80/81 era partito davvero male con soli 3 punti nelle prime 7 gare, ma Piga e compagni nonostante intemperanze, sassate, invasioni e campi neutri si rimettono presto in carreggiata e si presentano a Bari in buona forma. Arbitra Magni di Bergamo. I pugliesi rompono subito il ghiaccio dopo 8 minuti con un giovanissimo Aldo Serena. Il futuro bomber di Juve e Inter ha poco dopo tra i piedi un calcio di rigore. Ma un Sorrentino in versione monstre devìa sul palo il penalty e il Catania avvia una rimonta a dir poco leggendaria: pareggia Marco Piga al 32°. Nella ripresa l’Elefante gioca da solo: Mosti segna con un tiro a giro che fa venire giù lo stadio (46°), Bonesso triplica (71°) e Barlassina maestoso e indisturbato deposita il quarto gol (88°) sotto applausi scroscianti del pubblico di casa.

Sarà stata anche questa scoppola ad avviare in seno al club barese un’autentica rivoluzione basata sull’inserimento di tantissimi giovani del vivaio: i fratelli Loseto, Cuccovillo, De Trizio, Armenise ma soprattutto Nicola Caricola, ragazzino dall’inconfondibile profilo barese, classe ’63 ruolo difensore. Prima di Cassano c’è stato Caricola. È già titolare in occasione di Bari-Catania 2-1 del 7 marzo ’82: segnano Iorio e Armenise per i biancorossi e Crialesi per i catanesi. Un Bari che pur essendo stato in testa quasi fino alla fine non riesce a salire in A.

L’anno successivo è proprio lui, Nicola Caricola, a firmare il ko rossazzurro datato 17 aprile ’83, 1-0, giocato in un Delle Vittorie piuttosto silente e deluso per la pessima stagione culminata poi con una clamorosa retrocessione in C1. Mentre il Catania, che nel girone di ritorno di quel torneo ’82/83 patisce troppi balbettii esterni, troverà con coraggio la via maestra per la Serie A. Come Caricola, che viene imbarcato giovanissimo in una Juve stellare capace di vincere tutto nel giro di due anni. Il giovane difensore è il pupillo di Trapattoni che ne parla in toni entusiastici. Titolare nella under 21 di Vicini, ha pure un fratello maggiore che gioca in C tra Taranto e Bisceglie. Infatti Nicola è il Caricola “II” come recita la relativa figurina Panini. Appena 59 le presenze bianconere in diversi anni, senza mai esplodere. Qualche errore di troppo, specie in un infausto derby contro il Toro, e Caricola viene scaricato. Chiuderà la carriera a fine anni ’90 addirittura ai New York Metrostars.

Il 7 gennaio 1987 il Catania disputa quello che a posteriori sarà il suo ultimo match giocato al Delle Vittorie di Bari. L’Italia ha ottenuto i Mondiali del 1990 e Bari sarà sede privilegiata visti i buoni uffici di Antonio Matarrese capo della FIGC. Quindi si costruisce in fretta un nuovo stadio che architettonicamente esprime un vetusto senso di mastodonticità. Il vecchio Delle Vittorie ha i giorni contati e viene anche un po’ trascurato: quel 7 gennaio ’87 è una giornata fredda di un inverno particolarmente gelido e i tifosi organizzati da Catania presenti pare subiscano un’aggressione culminata con lo strappo dello striscione GRA, sperduti in un impianto logoro e datato. Sul campo il Catania di Rambone sfiora la terza vittoria consecutiva dopo aver sconfitto in casa Messina e Arezzo: Borghi segna al 37°, poi gli uomini di Catuzzi riescono a malapena ad evitare la sconfitta affidandosi al duo britannico Cowans-Rideout. Al 64° un colpo di tacco del vecchio Gordon (Cowans) smarca il giovane Paul (Rideout) per il pari, 1-1. Rideout era una giovane promessa e in parte mantenne le attese anche se l’esterofilia britannica in Italia si spense quasi subito.

Bari-Catania 1986-87
I tifosi rossazzurri presenti al “Delle Vittorie” nel 1986/87 (foto: archivio CalcioCatania.com)

 

Gli anni Zero: l’ultima volta di Big Luciano

L’occasione è gradita per esprimere un rammarico che da sempre accompagna le nostre ricerche storiche: il Catania ha saltato del tutto il decennio di Serie B forse più bello di tutti i tempi, quello degli anni ’90 segnato dalla presenza di star di livello internazionale come Batistuta, Balbo ed Effemberg; di allenatori iconici come Zeman, Scala, Galeone, Spalletti o Ventura e di inspiegabili fenomeni di provincia entrati nella letteratura sociologica come il Castel di Sangro.

Tornando a Bari-Catania, traumatico si rivela il San Nicola saggiato per la prima volta dai neopromossi rossazzurri di Gaucci nel 2002/03: tra Coppa e campionato di Serie B viene fuori un esplicito 6-1 con Gionatha Spinesi autore di 3 delle 6 marcature complessive baresi.

La trasferta in terra biancorossa della stagione successiva datata 22 maggio 2004 ha tutt’altro spartito: il Catania di Colantuono a sorpresa sbanca un San Nicola impietrito dal concreto rischio retrocessione con un pesantissimo 1-2 (21° Delvecchio, 32° Mascara, 69° Cordova su rigore). Un’incredibile combinazione di risultati rimette gli etnei in corsa per la sesta posizione utile ad un play off promozione contro la terzultima di serie A. I tifosi non sanno che da lì ad un paio di giorni il Catania cambierà padrone: Nino Pulvirenti, contemporaneamente patròn dell’Acireale, con un blitz fulmineo s’impossessa della società rossazzurra e nella gara successiva contro la Fiorentina siede in tribuna al Massimino già da presidente.

Da incorniciare anche lo 0-2 del 2005/06 ottenuto alla quinta di campionato sabato 17 settembre ’05. I rossazzurri di Pasquale Marino indossano quel pomeriggio una divisa blu notte molto elegante e fortunata: dopo un primo tempo di studio, nella ripresa è dominio etneo coi gol di Cesar al 60° e Mascara 71°. Primo successo esterno dell’èra Marino.

 

Lopez e quel gol nel 2010/11

In epoca recente, il Catania si è recato al San Nicola per due volte in Serie A. Nel 2010/11 l’anticipo della 7a giornata finisce 0-0, con Kutuzov, Barreto e Meggiorini che graziano più volte un distrattissimo Catania.

L’anno successivo, invece, sale in cattedra Maxi Lopez: i Galletti di Mutti sono ormai rassegnati alla retrocessione, mentre i rossazzurri di Simeone devono guadagnarsi la salvezza matematica. Il 10 aprile 2011 passa in vantaggio la formazione di casa al 33° con Gazzi, bravo a sfruttare un calcio d’angolo ed infilare Andujar di testa. La pareggia sul finale del primo tempo Maxi Lopez, con un gran gol: protegge la palla al limite dell’area, poi con un dribbling salta due giocatori avversari e, complice una deviazione, beffa Gillet con un pallonetto.

Gol Maxi Lopez a Bari
L’esultanza di Maxi Lopez dopo il gran gol segnato a Bari (foto: CalcioCatania.com)

 

Il fu Mattia Rossetti

L’ultimo precedente assoluto, risalente al torneo di B 2014/15, è la partita che introduce l’ultimo “carneade” della nostra personale carrellata di antieroi: Mattia Rossetti.

Martedì 3 marzo ’15 alle 20:30 si disputa a Bari il 29° turno di serie cadetta. Il Catania si presenta virtualmente da ultimo in classifica, con un raggelante -27 dalla capolista Carpi. Squadra e società etnea sono in un totale marasma: al preparatore atletico Giampiero Ventrone è stato dato tardivamente il benservito dopo una mezza stagione caratterizzata da spaventosi infortuni a catena. La “cura Marcolin” in panchina fa acqua da tutti i lati. Il Catania scende in campo senza 6 titolari e seguito da 26 tifosi sperduti tra la folla dei 24.730 spettatori invitati dalla società barese con biglietti a 0,50 euro. Ci si aspetta un harakiri etneo ma i minuti scorrono senza che lo 0-0 si schiodi. Al 75° un giovane della primavera rossazzurra rileva Chrapek: è Mattia Rossetti, attaccante classe ’96. Passano 8 minuti e Rosina in una rara accelerazione serve proprio Rossetti largo a destra. Il giovane attaccante riesce a mettere la sfera sul secondo palo con un tocco da eurogol, Catania in vantaggio! Anche se il Bari trova comunque l’1-1 con De Luca al 90°, per gli etnei è una boccata d’ossigeno. Rossetti non sta nella pelle: «Da 4 anni milito nella primavera rossazzurra; aspettavo questo momento!» dichiara a fine gara.

Quella di Rossetti, come tutti sanno, è una favola ancora senza trama. Frenato negli anni da ciclici infortuni, ceduto occasionalmente in infruttuosi prestiti, la punta oggi 24enne fatica ad esplodere completamente. Un’altra grande occasione l’ha avuta con Sottil allenatore durante la Coppa Italia maggiore ’18/19, quella che il Catania giocò inizialmente senza nuovi acquisti, nella vana attesa del “ripescaggio in B”: Mattia gioca contro Como e Foggia e segna tre reti; allo Zaccheria la sua doppietta e una prestazione davvero monstre lo pongono come papabile “quasi-titolare” nel torneo a venire. Niente da fare: una nuova catena di giri in prestito e acciacchi ne tarpano le ali e di lui si sono oggi in parte perse le tracce. Rimarrà suo uno dei più bei gol rossazzurri segnati in trasferta in Serie B.

 

Tutti i precedenti

1939-40: Bari-Catania 2-0 (Coppa Italia)
1950/51: Bari-Catania 2-2 (Serie B)
1955/56: Bari-Catania 2-3 (Serie B)
1956/57: Bari-Catania 1-0 (Serie B)
1957/58: Bari-Catania 0-0 (Serie B)
1960/61: Bari-Catania 0-1 (Serie A)
1963/64: Bari-Catania 0-0 (Serie A)
1967/68: Bari-Catania 3-2 (Coppa Italia)
1967/68: Bari-Catania 1-0 (Serie B)
1968/69: Bari-Catania 1-0 (Serie B)
1971/72: Bari-Catania 2-2 (Serie B)
1972/73: Bari-Catania 0-0 (Serie B)
1973/74: Bari-Catania 0-1 (Serie B)
1974/75: Bari-Catania 0-0 (Serie C)
1980/81: Bari-Catania 1-4 (Serie B)
1981/82: Bari-Catania 2-1 (Serie B)
1982/83: Bari-Catania 1-0 (Serie B)
1984/85: Bari-Catania 2-1 (Serie B)
1986/87: Bari-Catania 1-1 (Serie B)
2002/03: Bari-Catania 4-0 (Coppa Italia)
2002/03: Bari-Catania 2-1 (Serie B)
2003/04: Bari-Catania 1-2 (Serie B)
2004/05: Bari-Catania 1-0 (Serie B)
2005/06: Bari-Catania 0-2 (Serie B)
2009/10: Bari-Catania 0-0 (Serie A)
2010/11: Bari-Catania 1-1 (Serie A)
2014/15: Bari-Catania 1-1 (Serie B)
2019/20: Bari-Catania: N.D. (Serie C)

Totale: 27 gare
Vittorie Bari: 11 | Pareggi: 10 | Vittorie Catania: 6
Gol Bari: 31 | Gol Catania: 25

 

 

Piero Armenio

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".