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Il Catania torna a giocare una gara ufficiale allo stadio Amerigo Liguori dopo 22 anni. Sarà l’ottavo confronto in terra corallina e il bilancio pende sorprendentemente a favore dei “corallini” di Torre.

 

Una conquista-thrilling

Quanti erano i tifosi catanesi presenti nel comunque piccolo impianto torrese domenica 22 giugno 1975? Negli anni le stime sul numero si sono fuse con le esagerate gesta della squadra che vi giocò e vinse 0-3 ottenendo una sudatissima promozione in serie cadetta a spese del Bari, giunto appena un punto sotto. Una squadra “abbondante” quella rossazzurra allenata da Egizio Rubino: invincibile perché non perdeva mai, generosa con grappoli di reti grazie ad un irripetibile duo di bomber (Ciceri e Spagnolo) capaci da soli di mettere a referto 38 palloni (18 Ciceri, 20 Spagnolo) in fondo al sacco delle inermi difese della serie C girone C.

Un team del genere non poteva che trascinare un intero popolo al seguito di quello che fu l’ultimo atto di una pellicola thrilling degna dei migliori episodi della saga di James Bond: si parlò di 11.000 catanesi al seguito, altre stime più prudenti dicono 6.000. Sta di fatto che il piccolo stadio dei corallini non risulta abbia mai potuto raggiungere capienze simili. Misteri di fede rossazzurra, di certo c’è che in quell’assolato pomeriggio Torre del Greco e il suo impianto conobbero solo due colori: il rosso e l’azzurro. E chi era presente è oggi doppiamente fortunato perché assistette all’unica vittoria del Catania in casa della Turris.

E, per dirla tutta, non fu nemmeno una vittoria facile come sembra suggerire lo 0-3 finale. Si perché mentre il Bari metteva al sicuro il risultato contro il Cynthia Genzano agganciando temporaneamente in testa gli etnei, lo 0-0 dello stadio torrese faticava a schiodarsi spazientendo il pubblico di fede catanese. A venti minuti dalla fine Ciceri realizzò finalmente il sospirato gol-promozione: anzi no! Per motivi rimasti ignoti fino ai giorni nostri, l’arbitro Mascia di Milano annullò la marcatura. Apriti cielo… lo stadio diventò una torcia pronta a inghiottire di fiamme tutto e tutti: i tifosi rossazzurri minacciarono un’invasione rabbiosa

Soltanto al 74° la partita si sbloccò, il gol di Ciceri stavolta fu valido e seguito a ruota dalle segnature di Fatta e Malaman. Alleluia!

Si festeggiò anche al Cibali, per la verità, dove in contemporanea si disputava una singolare amichevole tra vecchie glorie rossazzurre e una selezione di personaggi famosi: da un lato sgambettava l’ormai 63enne Cocò Nicolosi e dall’altra i pesanti occhiali di Pier Paolo Pasolini lottavano contro le gocce di sudore procurate dal sole cocente. Per lo scrittore e regista sarebbero stati gli ultimi momenti felici di una vita tragicamente interrotta in novembre sulle spiagge di Ostia.

Turris-Catania 0-3 La Sicilia

 

La seconda metà degli anni ’70

Le due squadre si ritrovarono già due anni dopo, il 20 novembre ’77, per uno 0-0 tattico concluso senza nessuna sostituzione.

Il 22 ottobre ’78 l’impianto dei corallini aprì i cancelli per la prima storica sfida nel neonato torneo di C/1: 1-1, al vantaggio campano di Martin rispose a 4 minuti dalla fine un’autorete di Albano facendo maturare il quarto pari consecutivo nelle altrettante gare inaugurali di quel campionato. Il fischietto del match era in mano quel giorno a Pierluigi Pairetto, futuro arbitro di A.

Ininfluente il kappaò per 1-0 patito l’otto giugno ’80. I rossazzurri già da due domeniche avevano ottenuto un’altra soffertissima promozione in B e il turno conclusivo funse da vetrina per Roberto Festa e Roberto Calanna: Festa, terzo portiere, giocò gli ultimi 12 minuti sostituendo Sorrentino. Calanna, mediano delle giovanili, invece ebbe una porzione di gara più vasta  (32 minuti) rilevando Castagnini. Di Izzo al 45° il gol dei corallini.

 

La doppia sfida del 1996/97

Dal 1993 al 1996 il club di Torre del Greco militò in categorie superiori rispetto a quelle del Catania e toccò al blasonato sodalizio etneo raggiungere dalle retrovie dei dilettanti i corallini di Campania. La stagione di C2 ’96/97 vide due distinti confronti disputati all’Amerigo Liguori: alla 24a di campionato una doppietta dell’attaccante corallino Barrucci (17° e 67°) inflisse al Catania di Gianni Mei una brutta sconfitta che seguiva quella, pesantissima, patita a Matera appena una settimana prima (5-1).

Turris-Catania 2-0
Tifosi rossazzurri al “Liguori” nella partita di campionato del 1996/97

 

La squadra allenata da Salvatore “Ciccio” Esposito stupì tutti disputando un ottimo torneo nonostante provenisse da una retrocessione. Il terzo posto finale consentì al team partenopeo di giocarsi il match play off di ritorno contro i rossazzurri in casa. Dopo lo 0-0 del Cibali nella gara d’andata (sfida resa famosa dalle discusse dichiarazioni post-gara del tecnico etneo Gianni Mei che affermò preferire di non aver vinto in vista della gara di ritorno) ne seguì un’autentica settimana di passione visto che l’angusto Liguori non avrebbe potuto ospitare l’enorme richiesta di biglietti di parte catanese.

I dirigenti della Turris non vollero accettare campi neutri, anche perché da Catania arrivarono richieste fantasiose e illogiche come quella dell’Olimpico di Roma (!) o di località più vicine alla Sicilia che alla regione dei padroni di casa…  Che fare? Soltanto il giovedì, a due giorni lavorativi dalla gara, fu ufficializzata la sede di Avellino, stadio Partenio.

Ci si dovette organizzare alla meglio e in assoluta fretta: tra le storie più assurde di quel caotico organizzarsi all’ultimo momento, quella di F.A., tifoso rossazzurro roso dalla passione ma sprovvisto di auto. Pur di partire all’alba coi torpedoni dei tifosi dormì in uno sgabuzzino usato da un club di supporters organizzati come ricovero striscioni. Quell’8 giugno ’97 il Partenio brulicava di catanesi in trasferta, molti dei quali desiderosi di rivivere le emozioni romane di 14 anni prima: “Catania: il tuo passato è il nostro futuro!”, questo lo striscione esposto dagli ultras corallini. Sulla sponda opposta una bandiera americana opportunamente modificata in chiave “liotresca” incorniciava l’ecumenica dicitura “United States of Catania“.

Il campo emise un verdetto molto chiaro in favore della Turris che vinse 1-0 (le sarebbe bastato un pari) sfondando il fragile muro etneo al 70° con Peppe Antonaccio. A nulla servì l’impiego dal primo minuto di Ciccio Pannitteri, lasciato in panchina nel match d’andata.

 

L’ultimo precedente, nel 1999

Infine l’ultimo precedente disputato due stagioni dopo, dato che la Turris era riuscita a tornare subito in C1. Domenica 24 gennaio ’99, terza di ritorno in C2. I ragazzi di Cucchi passarono in vantaggio con Pietro Tarantino su rigore ad inizio ripresa. Mezz’ora dopo fu il bomber di casa, Rizzioli, a realizzare l’1-1 definitivo impedendo al secondo portiere rossazzurro Marco Giannoni di chiudere con un clean sheet l’unica presenza in campionato.

 

Turris-Catania: tutti i precedenti

1974-75 – Turris-Catania  0-3 (Serie C)
1977-78 – Turris-Catania  0-0 (Serie C)
1978-79 – Turris-Catania  1-1 (Serie C1)
1979-80 – Turris-Catania  1-0 (Serie C1)
1996-97 – Turris-Catania  2-0 (Serie C2)
1996-97 – Turris-Catania  1-0 (Play off di C2)
1998-99 – Turris-Catania  1-1 (Serie C2)

Vittorie Turris: 3 | Pareggi: 3 | Vittorie Catania: 1
Gol Turris: 6 | Gol Catania: 5

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".