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La Fidelis Andria è di scena per la nona volta a Catania. Tutti gli otto confronti sin qui censiti hanno avuto luogo in terza serie tra il 1989 e il 2017: etnei vittoriosi in sei occasioni, due i pareggi e zero successi per il club andriese.

 

Un vero e proprio derby federiciano

Non è una contesa regionale, d’accordo, ma lo scontro tra rossazzuri e biancoazzurri pugliesi è in realtà un vero e proprio derby federiciano: ovvero, le due città sono legate storicamente alla figura del leggendario imperatore Federico II. Lo “Stupor Mundi” ha lasciato tracce ancor oggi visibili sotto forma di due famosi manieri: Castel del Monte ad Andria è considerato patrimonio Unesco, il Castello Ursino è stato per secoli il simbolo ufficiale della città etnea, soppiantato dall’elefante solo dal diciottesimo secolo. La pianta ottagonale del solitario castello andriese (si trova ancora oggi in aperta campagna) fa bella mostra di sé nello stemma della squadra che si fregia dell’epiteto “fidelis” proprio in riferimento alla devozione incondizionata che la città vanta da sempre per il monarca medievale.

 

Catania-Fidelis Andria: gli anni ’90

A dire il vero l’alba di questo confronto cade domenica 10 dicembre 1989, tredicesima di campionato. Il Catania non vince una gara casalinga dal 23 aprile e nonostante gli innesti offensivi del mercato novembrino, di gol ne segna pochissimi. La giornata è piovosa, spalti semideserti al Cibali, campo viscido e vento gelido. L’Andria di Franco Vannini fa la parte della matricola di terza serie dopo anni di tornei minori: resta in 10 per espulsione di Vinci già al 34° e dunque il match si trascina sullo 0-0 grazie anche alle parate del numero uno andriese Imparato. Si gioca ad una porta ma la rete risolutiva giunge solo a 9 minuti dalla fine grazie ad un bolide da fuori area di Loriano Cipriani che segna così il suo vero primo gol con la casacca etnea dato che quello contro la Salernitana era stato segnato quasi in “featuring” col collega di reparto Nicola D’Ottavio. Grandi festeggiamenti in Curva Sud dove gli ultras presenti chiedono a gran voce di vincere a Siracusa il turno successivo. Cosa che puntualmente accade.

La stagione successiva la Fidelis scende a Catania da seconda in classifica anche se rimaneggiata. Ultima d’andata, il Cibali mostra ampi vuoti quella domenica 20 gennaio ’91, appena 2200 paganti per 24 milioni d’incasso. I tifosi sono delusi per l’ennesimo torneo anonimo e applaudono timidamente al gran primo tempo etneo chiuso 2-0 grazie ai gol di Pelosi e Vincenzo Esposito in appena 4 minuti tra 24° e 28°. Nella ripresa gli ospiti reagiscono accorciando al 53° con Carpineta e ci vuole un grandissimo Andrea Rizzo tra i pali etnei per conservare la preziosa vittoria. Gli ospiti restano in 9 prima per il rosso a Tavolieri (89°) e poi per un pericoloso incidente al portiere Imparato che sviene dopo uno scontro con Pelosi. Il medico rossazzurro Angelo Finocchiaro parla negli spogliatoi di “stato commotivo transitorio”. Tornando ad Andrea Rizzo, lo scordiense si guadagna un bel 6,5 in pagella sulle colonne del quotidiano La Sicilia che lo immortala mentre letteralmente vola su un palo per sventare una punizione del pugliese Mastini. Il ritratto di questo “eterno 12°” non può prescindere dalla immancabile brillantina che il giovane guardiapali sfoggia in ogni occasione, anche quando siede sulla panchina della nazionale serie C.

Ha a dir poco del “clamoroso al Cibali” ciò che accade il 24 maggio 1992: penultima di campionato, la Fidelis Andria allenata da Mario Russo ha a disposizione un vero e proprio match-ball promozione verso la Serie B e si trova di fronte un Catania rabberciato e ai minimi termini anche a livello societario. I fridericiani, all’ingresso in campo, oltre al sole abbacinante notano la totale assenza dei loro tifosi, rimasti ad Andria e radunatisi allo stadio “degli Ulivi” per seguire l’incontro via radio. Dopo soli 32 minuti il Catania è avanti 3-0 e il passivo poteva essere ancora più ampio se il solito Imparato già al 7° non rimediasse con un felino colpo di reni all’assurdo retropassaggio di Leoni. La pratica viene chiusa dai rossazzurri in 7 minuti 7: al 25° Pino Romano segna con una staffilata da lontano, quattro giri di lancette e Pelosi ribadisce nel sacco dopo un colpo di testa di Ferrara finito sulla traversa. Al 32° Nunzio La Torre annichilisce la corazzata andriese con un irriverentissimo “cucchiaio” ante-litteram. A nulla serve all’85° il gol della bandiera ospite di Argentieri. Appena 2936 tifosi etnei assistono ad una tragedia sportiva che vede il Catania vestire i panni (per una volta) di crudelissimo carnefice. Gli eroi rossazzurri di giornata sono tre giovani catanesi celebrati da Maurizio Nicita sulle colonne della Gazzetta dello Sport: Andrea Rizzo, Rocco Ferrara e Nunzio La Torre, scatenati in campo. A loro vanno aggiunti i panchinari Orazio Russo e Santo Gianguzzo, una linea verde fenomenale che, a detta di Nicita, potrebbe convincere l’invocatissimo Angelo Massimino a coprire il debito di oltre dieci miliardi di lire per scongiurare il fallimento societario.

 

Catania-Fidelis Andria: gli anni 2000

Da quel tragico “24 maggio” passano sette anni prima di ritrovare le due città scontrarsi. Domenica 12 dicembre ’99, 14a di campionato, il Catania di Simonelli fa suo il match a tempo scaduto grazie ad una punizione conquistata da Michele Pagano e tramutata in 1-0 finale da Roberto Manca che fa secco il portiere ospite Siringo. Gli etnei ottengono l’undicesimo risultato utile di fila ma l’annata non decolla e gli eredi Massimino lamentano la scarsa partecipazione di pubblico alla causa, appena 620 sono gli abbonati di un Catania tornato dopo 6 anni in C/1. Sulla sponda andriese mastica amarissimo Pasquale Casale, gli anni delle tante stagioni in B sono ormai un ricordo per la città dell’olio la cui squadra langue al penultimo posto di terza serie.

Il primo Natale dell’era Gaucci è decisamente pessimo: il 23 dicembre 2000, penultima d’andata, uno 0-0 al Cibali regala alla Fidelis il primo match da imbattuta a Catania. Nonostante i consueti inviti e prezzi popolari fatti direttamente da Big Luciano per riempire lo stadio, gli uomini di Ivo Iaconi danno vita ad una partita fiacca consentendo alla derelitta compagine pugliese una più che buona prestazione. Il tecnico abruzzese viene esonerato per sempre in occasione del match successivo perso a Viterbo.

 

Catania-Fidelis Andria: gli anni ’10

Un altro salto temporale, di 16 anni, e si arriva ai giorni nostri con le neonate “Lega Pro” e “Serie C”. Passa quasi inosservato il 2-1 datato 7 maggio 2016, 34° e ultimo turno di Lega Pro girone C. Eppure, il Catania ha seriamente rischiato di retrocedere per la terza volta consecutiva. Il pomeriggio (in teoria primaverile) è cupo e nuvoloso. Non esattamente la cornice ideale per respingere il tentativo del Monopoli di agguantare la salvezza diretta e condannare il Catania ai play-out. La Fidelis Andria non ha nulla da chiedere al campionato ma al Massimino non vuole fare da sparring partner. Anzi: il vantaggio etneo a metà primo tempo con Bergamelli viene pareggiato dal talentuoso Strambelli al 41°. Lo stadio gela e appaiono i fantasmi di una stagione maledetta iniziata bene e poi proseguita con la spia del poco carburante costantemente lampeggiante. Il cambio in panchina con Moriero a rilevare Pippo Pancaro sortisce pochi o nulli effetti: il trainer salentino non va oltre faticose e striminzite vittorie interne intervallate da sconcertanti prestazioni esterne. C’è solo un uomo che può caricarsi la squadra sulle spalle e condurla verso porti più placidi: è Andrea Russotto, già decisivo contro Messina e Melfi, è lui che al 50° riporta in vantaggio i rossazzurri che anche grazie a lui difendono il 2-1 finale. La classifica finale dice 39 punti ex-aequo proprio con il Monopoli con cui i confronti diretti sono a favore. In realtà sul campo la compagine pulvirentiana sarebbe settima con 49 punti, il -10 di penalità pesa come un macigno e dice 13° posto, alle spalle delle altre due siciliane Messina e Akragas.

Russotto Fidelis Andria
La rabbiosa esultanza di Andrea Russotto sotto la Sud per il gol-salvezza del 2015/16. Sulla vetrata si intravede il lunghissimo striscione di protesta per il deludente campionato esposto dagli ultras (foto di CalcioCatania.com)

 

Uno 0-0 datato 29 dicembre ’16, seconda giornata di ritorno Lega Pro ’16/17, fotografa in modo perfetto il periodo di permanenza catanese di Pino Rigoli. Solita penalizzazione pesante (-7), poca gente allo stadio, un 4-3-3 forse più sulla carta che in campo. Si gioca nel tardo pomeriggio di un giovedì e al centro della difesa etnea fa il suo esordio assoluto David Mbodj Mbaye, senegalese con ottime referenze. L’Andria risponde con un abbottonato 3-5-2 nel quale capitan Aya è il perno difensivo. Pochissimi brividi, tutti nella ripresa: al 60° un generosissimo rigore conquistato da Di Grazia è calciato malissimo da Mazzarani (Poluzzi respinge il tiro centrale). Al 68° la Fidelis resta in 10 per il rosso a Piccinni che ferma Mazzarani in corsa. Sterile il presunto dominio dei ragazzi di Rigoli. Per i pugliesi matura il 13° risultato utile di fila e i due tecnici si scambiano gli auguri di Capodanno con in tasca il primato di migliori difese del girone.

Infine l’ultimo precedente che rimanda ad un Catania vincente: sabato 23 settembre ’17 in notturna, è appena la 5° di campionato ma il team siculo-orientale di Lucarelli comincia ad ingranare e chiede strada a tutti. Ben 10.451 tifosi sugli spalti eppure la gara ha rischiato di saltare a causa – pare – di un documento mancante richiesto dal Comune per autorizzare l’uso dello stadio. Tutto risolto, ma la dirigenza resta in forte tensione con il Comune. L’incontro s’infiamma letteralmente nella ripresa e la Fidelis Andria non sta a guardare: al 60° Minicucci timbra la traversa e all’84° Croce fa sibilare di un niente a lato un diagonale. Un Catania nervoso ma tenacissimo la spunta allo scadere: su una punizione di Lodi diretta in area, Ripa è strattonato da Croce. Il signor Schirru indica il dischetto: il sinistro angolato di Lodi non fallisce anche se il guardiapali andriese Maurantonio intuisce, 1-0. Ben 7 i minuti di recupero ma al triplice fischio tutta la squadra festeggia la terza vittoria consecutiva sotto le curve in estasi. Rossazzurri che si issano al secondo posto con 10 punti insieme a Lecce e Siracusa alle spalle della capolista Monopoli in testa con 13 lunghezze e ancora imbattuto.

Catania-Fidelis Andria
La Curva Nord in occasione del match del 23 settembre 2017. Nella foto di copertina, l’esultanza della squadra sotto la curva dopo il rigore di Lodi (foto di CalcioCatania.com)

 

 

Catania-Fidelis Andria: tutti i precedenti

1989-90: Catania-Fidelis Andria 1-0 (Serie C1)
1990-91: Catania-Fidelis Andria 2-1 (Serie C1)
1991-92: Catania-Fidelis Andria 3-1 (Serie C1)
1999-00: Catania-Fidelis Andria  1-0 (Serie C1)
2000-01: Catania-Fidelis Andria 0-0 (Serie C1)
2015-16: Catania-Fidelis Andria 2-1 (Lega Pro)
2016-17: Catania-Fidelis Andria 0-0 (Lega Pro)
2017-18: Catania-Fidelis Andria 1-0 (Serie C)

 

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".